Blog Dedicato Al Mondo Dell' Horror
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Daylight – Recensione
sabato, maggio 3rd, 2014

Come tradizione vuole un buon gioco horror va apprezzato a luci spente, volume alto (magari con le cuffie o i vicini vi romperanno le palle ogni due per tre) e di… NOTTE

Se sommate il fatto che c’ho pure giocato nel turno in Ospedale (grazie al portatile) beh… so cazzi

Daylight si propone senza mezzi termini come un gioco rivoluzionario ma allo stesso tempo incredibilmente legato al genere degli horror esplorativi in prima persona aka Amnesia o Outlast, rinfrescando questo palcoscenico veramente bigotto con elementi tipici dei videogiochi orientali (The Call) in cui a far da padrona sarà in primis il gioco luci ed ombre che la storia stessa, ovviamente ben orchestrata ma che fa solo da contorno ad una “fuga” costante dagli orrori che il gioco propone.

Ma.. facciamo un sunto veloce del titolo:

x240-s-yDaylight è a tutti gli effetti un gioco INDIE, proposto dal team indipendente americano Zombies Studios (vada il caso fanno horror game) e rilasciato manco una settimana fa su console PS4 (grazie al publisher Atlus) e su PC (Steam) al prezzo di una pizza con amici (14 euro). Punto veramente da marcare per gli appassionati della grafica sempre a puntino è che questo gioco sfrutta appieno l’UNREAL ENGINE 4 e si colloca come il primo veramente proposto per console PS4.

Come in un sontuoso banchetto il piatto forte si capisce da subito, ma proprio i primi due minuti di gioco, che è la grafica incredibilmente curata in tutti i suoi dettagli accompagnata da una colonna sonora degna dei film dell’orrore anni ottanta e dolcemente cullata da una illuminazione particolareggiata dove ombre, spettri, la luce di una lampada o piccoli oggetti su schermo (es. le note da raccogliere) saranno visibili soltanto utilizzando in modo appropriato le poche risorse a nostra disposizione (la luce fievole di un palmare quasi scarico e le torce rosse e quelle fosforescenti).

Da tradizione horror e prima ancora SURVIVAL avremmo pochissime possibilità di vincere (se così vogliamo dirlo) i nostri incontri e la mera esplorazione senza calcolare eventuali perdite di materiali (es. le torce rosse) saranno il primissimo motivo di GAME OVER. La difficoltà generale si mantiene veramente bassa per un esperto e l’unico motivo valido per accantonare per qualche ora il gioco sarà lo spavento da jumpscare e urla atroci che udirete durante il gioco e che fanno gelare il sangue.

daylight-01

La storia, cercando di spoilerare poco poco, parla di Sarah, ragazza tutto pepe che cagherà diarrea a fischio per tutto il gioco. Sarah infatti si sveglierà in un tetro ospedale dove era usanza bruciare le pazze furiose o … quelle ritenute tali … accusandole di stregoneria. Ovviamente non saranno le sole ad essere uccise e torturate e scopriremo poi come il legame di tredici di esse (in particolare di una di loro) e il patto che hanno stretto porteranno la protagonista stessa ad indagare sul suo passato e sul modo di fuggire da questo incubo.

Superiore in questo al fratello maggiore Outlast, il gioco propone una distribuzione dei nemici (spettri) e degli enigmi gradualmente in aumento, che passa dunque da una prima parte più esplorativa ad una vera e propria ecatombe di spettri e labirinti in cui difficilmente potrete dire ” mi stoppo due minuti e rifletto “.

Daylight-Ghost-in-Flames

Unica guida alle nostre scorribande un palmare utile come un dito nel culo e che mostrerà una mappa apparentemente sempre incompleta e utile a dire “ ok mi ha segnato un vicolo cieco dopo che c’ho sbattuto la testa due volte sopra “. Gli spettri, anomale bestioline in colorazione rossa accesa saranno i nostri amorevoli compagni di gita scolastica… appaiono quando vogliono e fanno quel che vogliono… legati ovviamente alla trama saranno gli abitanti dell’ospedale degli orrori e Sarah potrà solo capire la loro storia proseguendo nella trama alleviando poi le loro pene cercando note rosse (note legate agli spiriti e necessarie a trovare i memento) o note blu (legate alla lore dietro le nefandezze di quei luoghi). Trovati abbastanza note o trovato l’oggetto legato alla zona potremmo accedere alla successiva utilizzando un memento (orsetti, bambole o forbici … cosi fatti di paglia ecc… ) non prima di trovare il relativo portale magico e aver allontanato lo spirito o gli spiriti. Unica arma valida contro di essi, in un eterno nascondino o acchiappa la bandiera (Sarah) saranno le rosicate torce rosse d’emergenza che vaporizzeranno parte degli avversari per breve periodo dandoci modo di fuggire.

Beh.. mi pare di aver detto tutto

Ah.. dimenticavo; il gioco ha una emivita ridicola che si aggira sulle tre ore massimo che, per un occhio attento, sono veramente necessarie per far godere appieno l’opera proposta che così non stanca e può essere rigiocata tranquillamente.

Mi cingo ora a dare il mio punteggio partendo come sempre col criticare i BIGGHE SITeeeeS del settore, sempre sulla bocca dei mangiacacca del web o dei poveri giocatori casual. La critica ha rilegato il gioco alla generazione precedente, ebbe si… è vero… e quindi ??? stufi di emuli di Slendermen o di Amnesia ??? ok giocatevi a COD 99 che quello si che è innovativo e da 10/10.

Io mi distolgo da un palcoscenico di mediocrità e posso benissimo dire che, da fan del genere, ho trovato la trama veramente moscia e alcuni cali di frame veramente tediosi ma il gioco dopo tutto SI LASCIA GIOCARE cari miei.

8/10 è un voto onesto e sfido a trovare difetti apparentemente non legati al comparto tecnico, il team Zombies Studios ha dato prova che una idea ben studiata e un budget ristretto possono dar luogo a piccole perle che non passeranno inosservate da chi… sa apprezzare il cibo che trova sul tavolo e vuole osare qualcosa di diverso invece che sputar sempre nel magno piatto dove mangia.

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