Diario di Alex [ITA]

Alex Shepherd alla ricerca del fratello, e della verità nascosta nella sua città

Diario di Alex [ITA]

Messaggioda Vlash » 17 ago 2013, 20:09

Diario di Alex - Traduzione italiana a cura di Vlash™ :phahsisi:

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2 Agosto
Fa caldo qui, è soffocante, respiro a malapena… ma credo sia giusto così, la guerra è un inferno, no?
Perché sto scrivendo? Qualche ragazzo qua dice che avrei fatto bene a comunicare con il mondo esterno, tiene alto il morale ed allena la mente. Signorsì signore. D’altra parte, che altro potrei fare nel tempo libero? Scrivere a casa?
Sfortunatamente, non posso dirvi dove sono, e neanche quello che sto facendo qui. Quello che posso dirvi è il mio nome: Alex Shepherd, soldato di prima classe. Sappiate che mi trovo a milioni di miglia da casa mia, nel bel mezzo del nulla, con centinaia di persone che ogni giorno cercano di ammazzarmi.
Come sono venuto qui? Beh, credo dovrei dare una spiegazione.

4 Agosto
Oggi sono stato di pattuglia, è più o meno quello che facciamo ogni giorno. Vi parlerei dei dettagli, ma
a) finirei davanti alla corte marziale e
b) non è poi così interessante.
E’ più che altro girare, tenere aperti gli occhi, e cercare nemici. Il più delle volte non accade nulla… se dovesse succedere, ve lo farò sapere.
Promisi che vi avrei detto come sono venuto qui, e penso ci siano diverse ragioni, che sono abbastanza simili a quelle di tutti gli altri. Città piccola, poca scelta. Padre soldato, figlio soldato. Ma credo che il motivo più importante per cui ho fatto questa scelta è che volevo essere diverso, fare del bene. Può sembrare banale, ma chi lo sa? Potrei capire qualcosa in più di me stesso.
Non miro ad essere uno cazzuto, un eroe o quant’altro. Voglio solo far qualcosa di concreto.

5 Agosto
Ho avuto paura che oggi la mia pelle si sciogliesse letteralmente, dal caldo che faceva. Le nostre tende hanno l’aria condizionata, ma l’aria fredda non rimane mai dentro. Per questo si può entrare in uno dei veicoli di comando mobili e starci dentro il più possibile, a prescindere che ci si debba fare qualcosa o no. Fa star bene.
Ero abituato ad amare il caldo. In estate io e mio fratello passavamo in spiaggia tantissimo tempo. La nostra città è sul lago, c’era sempre molti turisti che arrivavano a pescare o a girare in barca.
Quando frequentavo le superiori, solitamente lavoravo alla pompa di benzina sul molo, per tirar su un po’ di denaro… le ragazze che trascorrevano le vacanze lì… non fatemi parlare di ragazze, che sono intrappolato qui.
Maledizione, m’è venuta un po’ di nostalgia a parlare d’estate. L’ultima che ho trascorso lì, frequentavo la mia amica Elle più o meno tutti i giorni. Scriverei anche cinque pagine solo su di lei, sulla ragazza più eccezionale del mondo. Siamo stati amici durante tutte le superiori, finchè non son partito, da quel momento ho perso i contatti con lei… a dire la verità con tutti.
Credo sia per questo che son partito, le cose non erano sempre belle a quei tempi, non era sempre come l’estate. Infatti, il più delle volte, si stava da schifo.

6 Agosto
Abbiamo pattugliato una città a 50 miglia da qui, oggi. Sembrava una città fantasma. Una tempesta ci si abbatté sopra, puoi a malapena vedere a poco più di cinque metri dalla tua faccia. Ogni tanto qualche abitante spuntava, e sebbene gli avessimo puntato le armi addosso, loro non si erano neanche accorti, continuavano a camminare come se non ci avessero visto, è stato inquietante. Ringrazio il celo che siamo usciti da lì.
E’ stata la prima volta che ho avuto paura di stare qui. Avevo come la sensazione che qualcosa mi aspettasse dietro ogni angolo, mi sentivo indifeso, l’unica cosa che mi spingeva era la missione. Sono contento di essere tornato nella mia tenda ora.
Mio padre mi avrebbe dato del debole. Ha passato quindici anni nella milizia, niente a che fare con quello che sto facendo io, eh? Ha provato a crescermi come soldato per un po’, ma pian piano si arrese, una volta che nacque mio fratello. Penso si sia sorpreso alla grande quando partii, probabilmente non avrebbe mai pensato che lo facessi.
Beh, sono qua.

8 Agosto
C’è un ragazzino del posto che ogni giorno passa di qua a vendere delle cose. La prima volta che si presentò, la polizia militare era sospettosa, e lo perquisì per assicurarsi che non avesse bombe con sé. Dopo due giorni, diventò grande amico di tutti, ha un gran sorriso che incanterebbe chiunque. Mi ricorda mio fratello Joshua… tutti amano Joshua, anche quando combina qualcosa di sbagliato non finisce mai nei guai. Fa quel gran sorriso e si libera da ogni pericolo.
Ricordo il giorno che nacque, quanto erano felici i miei genitori, è stato un sollievo. Joshua ha dieci anni meno di me, credo che avessero provato per tutti quegli anni ad avere un altro figlio, per cui penso che fossero davvero grati che stesse bene. Però da quel giorno cominciarono a privilegiarlo… non lo credevo all’inizio, tra noi due andava alla grande, ma i miei cominciarono a mettermi da parte. Anche ora, non ho ancora ricevuto una lettera da quando son partito.
Ai tempi delle superiori, sapevo che sarei dovuto andarmene, era qualcosa di cui non sarei mai riuscito a parlare con Elle. Tutte e due le famiglie han vissuto lì per generazioni (ora capite “Shepherd’s Glen”? Lo so, non ricordatemi quanto sia assurdo che la città sia stata chiamata come qualche tuo bis-bis-bisnonno), per cui non è una cosa facile da dire.
Ma Elle non ha mai subito la pressione di dover essere all’altezza del nome che porta. Lei era indipendente, faceva quello che voleva. Nessuno le diceva come vivere, mi piaceva. Quando sono partito, era tutto così incasinato che non ho avuto neanche il tempo di salutare.
E’ passato un bel po’ di tempo, non saprei neanche se si ricorda ancora di me.

9 Agosto
Un ragazzo oggi ha perso le gambe. Camminava di pattuglia a fianco di un carro armato, prese in pieno una mina antiuomo nascosta sul lato della strada. La metà superiore del suo corpo fece un balzo indietro e cadde proprio davanti a me. Senza pensarci, gli legai un laccio emostatico attorno a ogni parte spezzata, prestandogli soccorso. Stetti lì per un’ora prima che i medici arrivassero, poi girai l’angolo e vomitai per venti minuti.

10 Agosto
Son cresciuto in una piccola città. Son partito perché volevo essere diverso, ma la gente che mi circondava era troppo cieca per vedere che potevo farcela. Non m’importa se mai tornerò là, ma mi piacerebbe che le persone s’accorgessero, in una brutta situazione, di quello che faccio per migliorarla, vorrei che fossero fieri di me.
Siamo pronti per una missione stanotte. Non una pattuglia, neanche guardia, una vera missione. La milizia ha preso il controllo di una città vicina, e noi dovremo andare a farli fuori per liberare i civili che vivono là. Siamo addestrati, siamo pronti, questa è la ragione per cui siamo qua.

22 Agosto
So che è passato del tempo dal mio ultimo messaggio, continuavo a chiedere di lasciarmi usare il computer, ma dicevano che ero ancora troppo debole. Credo sia ovvio che son fuori dai giochi.
L’ultima volta che scrissi, eravamo in partenza per liberare una piccola città dalla milizia che ne prese il controllo… sembrava una buona idea.
La città era tranquilla quando entrammo, il che ci diede dei sospetti. Stavamo raggiungemmo il centro della città, quando delle armi da fuoco cominciarono a sparare. Un razzo colpì il nostro veicolo, intrappolandoci, era un’imboscata.
Rispondemmo al fuoco e chiamammo supporto aereo, ma eravamo numericamente inferiori. Tanti ragazzi intorno a me vennero colpiti, ragazzi che conoscevo morirono davanti a me. Il sergente Nash ci radunò, e trovammo riparo dietro un muro di cemento. L’ultima cosa che ricordo era il fischio di un razzo che stava arrivando, ed il peso del muro di cemento che mi stava crollando addosso.
Arrivò un elicottero e dopo un paio di viaggi in volo… mi ritrovai negli Stati Uniti. Di questo non ricordo nulla.
Tutto si annerì, per poi svegliarmi in questo ospedale militare, trasportato in chirurgia, ho fatto dentro e fuori per i giorni seguenti, il più delle volte sognavo. Anche adesso, non son presente al 100%. Infatti a forza di scrivere mi sono stancato molto, finirò più tardi.

23 Agosto
Ho dovuto lottare per poter riutilizzare il computer, dicono che devo riposare. Faccio solo quello adesso, ma ho bisogno di comunicare un po’ col mondo esterno.
Oggi ho scoperto che il sergente Nash è ancora vivo, ed è in questo ospedale. Voglio andare a fargli visita quando mi capita l’occasione. Mi muovo ancora su una sedia a rotelle, quindi è difficile andare in giro senza l’aiuto di qualcuno… mi fa sentire patetico.
Non so se qualcun altro ce l’ha fatta, forse Nash lo sa.
I miei non sono fatti sentire, magari neanche sanno che sono qui.

24 Agosto
Ho trovato il sergente Nash, è in buona forma e ricorda molto di quello che è successo.
La milizia era stata avvertita quel giorno del nostro arrivo, gli abitanti stessi che dovevamo proteggere ci stavano monitorando - i nostri movimenti, la base di partenza, tutto. Han dato tutte le informazioni alla milizia, in modo che fossero già pronti al nostro arrivo. Ci hanno venduti.
Il supporto aereo arrivò poco dopo che venni colpito, hanno raso al suolo ogni edificio in cui il nemico poteva nascondersi. Gli elicotteri fecero in modo di portar via tutti – vivi, morti e feriti. Abbiamo perso più della metà della nostra squadra.
Tutto questo m’ha comunque dato una lezione. Invece di stare attento al compito assegnatomi ho sviato, ho voluto fare di più, mettendomi alla prova o stronzate simili. Son rimasto intrappolato nel tentativo di salvare il mondo, invece di concentrarmi su ciò che era importante ed attinente alla missione.
Questo modo di pensare costa delle vite. Non succederà ancora.

25 Agosto
Il cibo qua fa schifo. Il mio letto è troppo duro. L’unica cosa che rende tutto migliore sono le infermiere, sono incredibili. Hanno queste uniformi bianche, immacolate, con uno spacchetto sopra il ginocchio, i loro seni che quasi saltano fuori dalla loro camicia. Ok, non voglio sembrare un maniaco, dico solo che apprezzo il comando militare che con queste cose ci illumina le giornate.
Forse è tipo un risarcimento per averci fatto stare intrappolati qua dentro, non so.
Tutto quello che posso dire è “grazie”.

26 Agosto
Oggi ho cominciato con la terapia. Il mio obiettivo è riprendere a camminare entro un mese, loro dicono che son troppo ottimista, ma non ci faccio caso. Non posso stare qui per sempre, anche se non son molto sicuro di dove andrò poi!
La terapia era stancante, dovevo tenermi in piedi con le braccia, cercando di insegnare alle mie gambe come camminare nuovamente, sembravano due sacchi di patate. Ma tenni duro, continuavo a provare.
Ho parlato con il sergente Nash, sta molto meglio e probabilmente tornerà presto a casa. E’ un brav’uomo.

2 Settembre
Occupo i miei giorni facendo esercizi, mentali e fisici per rendermi più forte. Cocktail di vitamine al mattino, poi colazione, terapia fisica, pranzo, ancora terapia fisica, cena, esami psichici, iniezioni, controllo del peso, misurazione muscolare, test di densità delle ossa e così via. Comincio a sentirmi una cavia da laboratorio.
Ma mi sto rinforzando, riesco a star dritto su due piedi. Di notte faccio le flessioni sul pavimento, per poi arrampicarmi sul letto. Non voglio assolutamente deperirmi qua dentro.

8 Settembre
Il sergente Nash è partito oggi. Sono sceso alla sua stanza con le stampelle per salutarlo, resterà a casa per un paio di settimane, per poi essere rispedito nuovamente laggiù. Sperava di poter passare ancora più tempo con sua moglie e sua figlia, ma laggiù avevano bisogno di lui. Mi sono spaventato, è quello che farebbero con me, appena mi sarei rimesso? Essere rispedito? Non penso di poter tornare là, non penso di poter vedere ancora gente che conosco, morirmi ancora davanti.
Nash disse qualcosa di strano, prima di andare. Non so se si sentiva tradito per aver dovuto raggiungere la zona di guerra così presto, o qualcosa inerente all’imboscata che ci ha portati qui, ma mi guardò e disse “Non fidarti di nessuno”.

12 Settembre
Sono sceso nella hall e son tornato indietro oggi, tutto da solo. Nessuna stampella, o corrimano, nulla. Avrei voluto che Nash mi vedesse. Mi son sentito veramente realizzato, ma anche un po’ intimorito. Cosa succederà dopo?
Mi rimetterò presto, poi cosa faranno con me?

13 Settembre
Ok, sarà dura, tentennerò un po’ perchè sono ancora confuso, cerco di ricordare il più possibile, ma va e viene. Ecco perché ho bisogno di scriverlo.
Ho avuto un incubo la notte scorsa. Ero qua, in ospedale, ma non era realmente l’ospedale, capite cosa intendo? Era cambiato, come una sua versione distorta, c’erano le stesse cose ma in gran disordine. Continuavo a sentire strani rumori, come di gente che veniva uccisa… ed era buio, non vedevo nulla. Poi vidi mio fratello, Joshua, era qui nell’ospedale, ma ogni volta che mi avvicinavo, lui correva via. Mi parlava come se non mi conoscesse.
Mi svegliai urlando, non ero sicuro se ero sveglio o no, ero ancora in ospedale ed era tutto buio. Ma entrarono le infermiere, io non riuscivo a calmarmi, per cui presero una siringa e mi sedarono. Ecco perché è tutto così confuso, sono ancora stordito dai medicinali. Penso di essere più tranquillo ora, ma non riesco a togliermi dalla testa l’immagine di Joshua. Perché non mi ascoltava? Perché era qui in ospedale?

14 Settembre
Oggi mi sento un po’ meglio, ho avuto problemi ad addormentarmi, ma non voglio che questo m’impedisca di fare i miei esercizi. Le mie gambe son più forti, sto riprendendo a camminare sulle scale.
Ai tempi delle superiori, ricordo la mia amica Elle che faceva corsa. Dopo scuola si possono vedere i ragazzi correre il perimetro della palestra, sulle scale fino alla zona dei pesi, e poi indietro fino alla parte opposta. Ricordo che immaginavo quanto fosse stancante correre lungo tutte quelle scale, mi sento allo stesso modo dopo aver salito solo una rampa.
Ma il mio obiettivo è quello di essere più forte, non ho proprio voglia di pensare ad altro.

15 Settembre
Ho fatto ancora quell'incubo, ed è anche durato di più. Non importava quanto vicino arrivavo a Joshua, lui correva sempre via. Continuava a chiedermi delle cose, ma ogni volta sembrava che non gli fossi d’aiuto. Non aveva un bell’aspetto.
Qualcosa non va, so che si trattava di un sogno, ma ho avuto questa sensazione tutto il giorno, gli è successo qualcosa… so che può sembrare ridicolo, ma non riesco a levarmelo di dosso. Forse domani mi sentirò meglio.
I dottori mi daranno qualcosa per farmi dormire stanotte, ma non son sicuro di volerlo.

18 Settembre
Ho chiesto allo staff dell’ospedale di provare a mettersi in contatto con i miei genitori. Non ho avuto loro notizie da quando sono arrivato qui. Voglio solo lasciargli un messaggio o qualcosa del genere, sapere se Joshua sta bene… sento che sta bene, ma vorrei averne la sicurezza.
Non posso star meglio se mi preoccupo di qualche incubo assurdo.

21 Settembre
Faccio lo stesso incubo ogni notte adesso, non dico più nulla ai dottori, devo mentire perché altrimenti mi infilzerebbero ancora aghi per farmi dormire. Ne ho abbastanza. E lo psichiatra è qui ogni giorno, vuole sapere ogni dettaglio, sapere se sono stressato per qualcosa.
Sì, coglione, sono stressato per questo incubo assurdo! Sono preoccupato perché mio fratello ed i miei genitori non mi chiamano! Quindi sì, sono stressato e nervoso.
I calmanti mi lasciano stordito, lasciano deboli i miei muscoli, ecco perché non dico più nulla ora, devo andarmene da questo posto, e l’unico modo per farlo è che ritrovi la tranquillità.

25 Settembre
Sto perlustrando il posto. Durante le mie camminate lungo i corridoi, ho memorizzato tutte le uscite e le posizioni della polizia militare. Dà un senso alle mie giornate, sembra una nuova missione.
Non ho smesso di fare quei sogni, nonostante non lo dica a nessuno (a parte chi sta leggendo), mi sento meglio ora che han smesso di riempirmi di farmaci, son più concentrato.
Mi terrorizza il pensiero di tornare a Shepherd’s Glen, ma è un male necessario. Non riesco a star qua e sentirmi così, voglio solo vedere Joshua ed assicurarmi che stia bene.

29 Settembre
Hanno scoperto qualcosa sui miei sogni, devo aver parlato nel sonno. Mi sono nuovamente svegliato urlando il nome di Joshua l’altra notte, e mi hanno sedato ancora. Dissi loro che avevo bisogno di un po’ di tempo per andare a trovare mio fratello, ma loro dissero che soffro di una specie di shock post traumatico. Non sanno di che diavolo stan parlando, o forse sì? E’ tutto qua il motivo?
Se è così, come posso fermarlo? Non riesco ad essere lucido con quello che mi iniettano… qualsiasi cosa siano, non mi stanno aiutando. Mi fan dormire, ma non mi tengono lontano da quegli incubi. E più di tutti, non mi tengono lontano da questa brutta sensazione. Devo andarmene!

1 Ottobre
Sto pianificando la mia fuga da qui. Non tanto perché è un posto troppo sorvegliato, non è una prigione, ma è un ospedale militare. C’è la polizia davanti a tutte le uscite, e non si può uscire senza esibire prima le carte giuste, quindi son costretto a fuggire. Mi inseguiranno? Dubito, probabilmente sapranno che alla fine tornerò. Chi lo sa, magari lo farò.
E poi, non so se la vita militare fa per me. Non ho idea di cosa riservi il futuro per me.
Non starò qui ancora a lungo.

7 Ottobre
Il piano è stabilito. Durante le mie passeggiate mattutine, ho trovato un’uscita che dà ad una piattaforma di carico e scarico sul molo, proprio dietro l’edificio, sono stato lì fuori per cinque minuti buoni prima che un agente mi trovasse. Ho fatto finta di nulla, come se fossi stato sedato un po’ troppo (cosa facile da imitare ormai). Dissi che m’ero perso.
“Non tornare più qui” disse, “Devi rientrare, ti faranno stare meglio”. Cazzone credulone. S’incazzerà non appena capirà che me ne sono andato passando proprio di qui.
Mi son connesso a internet e ho trovato una mappa dell’area che circonda l’ospedale, notando che la strada principale di fronte all’edificio porta subito all’autostrada. Ho pensato che sarei passato dall’uscita dei moli, avrei risalito la strada principale fino all’autostrada, e a quel punto avrei chiesto un passaggio lontano da lì.
Se parto prima di mezzanotte dovrei essere a Shepherd’s Glen in mattinata.
Spero che nessuno dello staff si metta a leggere queste cose… in tal caso, son fottuto.

10 Ottobre
Il mio ultimo accesso. Sono guarito perfettamente, mi sento energico, hanno smesso di iniettarmi farmaci per due giorni, quindi son lucido di testa.
Presumo sia il momento migliore per uscire, ho bisogno di sapere se Joshua sta bene. Sono il suo fratello maggiore, è mio dovere, e non lo troverò mai qua dentro.
Qua non mi lasceranno mai andare se i miei incubi continuano, e questi incubi non smettono finché non vedrò Joshua di persona. Mi sento incastrato.
Spero solo vada tutto bene.
Se ho fortuna, scriverò ancora con buone notizie, mente lucida e qualche idea di cosa farò in futuro.
Fino ad allora

soldato di prima classe Alex Shepherd, passo e chiudo.

L'Apocalisse è Finita. Niente di più, niente di me. Ora Devo Bere un Rum Rosso. [cit.]
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