Diario di Elle [ITA]

Alex Shepherd alla ricerca del fratello, e della verità nascosta nella sua città

Diario di Elle [ITA]

Messaggioda Vlash » 14 ago 2013, 0:19

Diario di Elle - Traduzione italiana a cura di Vlash™ :phahsisi:

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4 Settembre
Cominciamo a scrivere e vediamo che succede. Mi scuso in anticipo se dovessi risultare lagnosa, bisbetica, stupida, noiosa, strana o pettegola.
Un’altra bellissima giornata qui a casa mia! Mia madre a mala pena mi ha detto una parola, e per me è già più del solito. Mio padre è rimasto chiuso in camera da letto tutto il giorno, è convinto che per affrontare la vita sia sufficiente alzarsi la coperta sugli occhi, e pretendere che nessuno lo veda. Magari fosse così facile.
Per quanto riguarda me, qualcosa è invece successo. Ho fatto in modo di mettere in funzione uno dei vecchi computer della biblioteca! Vedete, scrivo e funziona! POSSO ANCHE DIGITARE IN MAIUSCOLO!!!
Per chiunque stesse leggendo (anche se non so perché), potresti chiederti “chi sarebbe ‘sta ragazza, perché me ne dovrebbe importare?”. Bene, per prima cosa sì, sono una ragazza (per i pazzi maniaci: state alla larga, son circondata da gente strana). Mi chiamo Elle, e vivo nel posto più piccolo al mondo, Shepherd’s Glen. Mai sentito nominare? Che sorpresa…
Se tu fossi in macchina, ti dirigessi sulla strada meno battuta vicino a casa tua, proseguissi per 100 miglia, e svoltassi su una strada sterrata senza nome, proseguendo su QUELLA per tutto il giorno, non riusciresti comunque ad arrivare qui.

Comunque, che posso dire del computer in biblioteca? (Sì, ne sono ancora esaltata!) Beh, tutto qua attorno o è rotto, o è più vecchio di me, quindi trovare un computer che fa apparire ancora le lettere su schermo quando digito, è un miracolo della scienza moderna.
Ok. Sto divagando. Potrei continuare così per un centinaio di ore, ma non avrei più nulla da scrivere per la prossima volta. Per cui, voi cosa fareste?

5 Settembre
Sono tornata!
Non applaudite tutti insieme.
Non son sicura del perché son tornata. L’ultima volta volevo solo provare se il computer funzionava, e così è stato. Ed è ancora qui ad aspettarmi. Questo computer è ufficialmente il mio migliore amico!
Se qualcuno vi dicesse che ha un computer come migliore amico, pensereste che sono pazzi? Io lo farei. Ma come al solito, è difficile star vicino ai buoni amici.

Allora, chi vuole leggere di un’altra mia eccitante giornata dalle pagine della mia vita?
Ok, mi sono svegliata. Nessuno era a casa. Ho guardato fuori ed era un’altra bellissima giornata nebbiosa. Ho aperto il frigorifero, c’era un bicchiere mezzo pieno di succo di mela, ed un vasetto di senape. Seriamente, ERA TUTTO QUELLO CHE C’ERA IN FRIGORIFERO. Ho scritto un bigliettino a mia madre sullo sportello, dicendo “Hey! Possiamo PER PIACERE comprare del cibo? Vivono ancora umani che han bisogno di nutrirsi in questa casa!”. Pensate che lo leggerà?
Sono scesa al Solar (le migliori patatine piccanti). Per fortuna, erano ancora aperti. Jeanine (la proprietaria) ebbe pietà di me e mi diede da mangiare. Ma sembrava tutta strana, il che stranì pure me. Continuava a farmi domande su mia madre, e su come stava. Mi son riempita la bocca più veloce che potevo, quindi ho trascinato il mio sederone fino alla biblioteca per scriverlo.
E QUESTA è stata la mia giornata. Spero che la vostra sia stata più appagante. Ditelo.

6 Settembre
Sapete cos’ho trovato stamattina sulla mia porta? Quel bigliettino che ho lasciato sul frigorifero per mia madre, con 20 dollari attaccati sopra.
Penso sia pigra, ma almeno ci ha fatto caso.

7 Settembre
Qualche giorno fa mi venne un’idea. Pensai che da ora avrei voluto provare a correre almeno venti minuti ogni mattina. Sono sempre stata abbastanza pigra, seduta da qualche parte, ad aspettare che accadesse qualcosa (e ad essere onesta, le patatine piccanti cinque giorni a settimana danno il loro contributo).
Per cui, oggi mi sono svegliata molto presto e ho corso. E ho visto una cosa divertentissima. Ho visto il Sindaco, l’attuale Sindaco di Shepherd’s Glen, svenuto di fronte al suo palazzo. In giro non c’era nessuno! Ho pensato di scattare una foto, ma non era il caso, non credete?
Mi sono avvicinata per assicurarmi che stesse bene. Era veramente andato, puzzava come una cassa di vini. Ho trovato un bastone e l’ho punzecchiato per sincerarmi che fosse ancora vivo. Lo era. Sono stata male per lui, non mi sono mai sentita COSI’.
Ma seriamente, non mi meraviglio che tutto sia andato in malora qui. Il dannato Sindaco dorme nel suo cortile come un ragazzino delle superiori che non trova la strada di casa dopo un party. E’ imbarazzante.
Alex l’avrebbe trovato divertente. Peccato che non sia qui.

8 Settembre
Storia strana oggi – mia madre s’è fermata nella mia stanza, m’ha svegliata e m’ha chiesto come mi sentivo.
Come? Questa donna non m’ha rivolto una parola per mesi e adesso le importa del mio stato d’animo?
Io le dissi “E tu?”
Non lo trovò divertente. Raramente trova divertente quello che dico o faccio. E’ un’abitudine.
Non son sicura di cosa sia successo, ma io e mia madre eravamo amiche. Non da uscire a far casino, ma almeno sembrava una madre che aveva una figlia.

10 Settembre
Mi sto annoiando. Sono scesa al Solar, ho provato a cambiare un po’ per non ordinare le stesse cose… wow!
Sono entrata nella scuola, era completamente vuota, ma l’accesso alla palestra era aperto, e mi ci sono infilata. E’ pazzesco come un posto diventi inquietante quando non c’è nessuno al suo interno. Mi son fermata all’armadietto di Alex. Era solito riempirlo di adesivi, ma devono essere stati strappati via, come se qui non ci fosse mai stato. Speravo fosse rimasto qualcosa di suo che avrei potuto tenere.
Cominciavo ad agitarmi, lì da sola, e credevo di aver sentito qualcuno parlare nelle classi al piano di sopra, perciò corsi fuori velocemente. Non vidi nessuno.
Questa mia noia in questi giorni rischia di mettermi nei guai.

11 Settembre
Avendo menzionato un certo Alex l’ultima volta, scommetto che starete morendo di curiosità sulla mia vita personale. Va bene, se insistete.
Alex è un ragazzo che frequentava la mia scuola (ovviamente). All’inizio mi ignorava totalmente quando andammo alle superiori, il che mi innervosiva, dato che lo conosco da sempre, e lui si comportava come se non mi avesse mai vista prima. Poi però tornammo a frequentarci. Passava sempre a casa mia negli ultimi due anni, perché suo padre lavorava sempre, e a sua madre non importava dove lui fosse. La cosa divertente è che mia madre gli parlava come se a lei invece importasse. E’ stato davvero un bel periodo per noi tutti, Alex e io uscivamo tutti i giorni e durante le vacanze estive dopo la promozione, voleva stare a casa nostra dopo il lavoro. Non penso che sua madre l’avesse mai chiamato o cercato, il che andava anche bene, visto che tutti ci lasciavano da soli.
Non son sicura di volerne parlare ora, ma prometto che lo farò – ma non oggi.

12 Settembre
Ok, ho voluto riorganizzare i miei pensieri su tutto ciò che è cambiato per me, quindi son tornata indietro e li ho messi tutti in ordine, così posso evitare di divagare ancora (come solitamente faccio, sì LO SO!)
Bene, quindi io e Alex passammo una gran bella estate assieme, etc etc etc… Passata l’estate, ci fu una grande festa d’anniversario nella nostra città. Sarebbe dovuto succedere qualcosa di davvero DIVERTENTE! C’erano tutti. Mia madre ed io avevamo lavorato ad una “Vasca splash”, mentre Alex controllava gli animaletti del piccolo zoo locale, più che altro che gli animali non attaccassero i bambini!
Poi, per tutta la settimana, Alex non tornò qui e non mi chiamò. Era molto strano, son quindi andata a casa sua. Nessuno rispose alla porta, ma sentii la madre di Alex che piangeva. Continuavo a bussare e picchiare alla porta, pensavo fosse successo qualcosa di brutto. Suo padre uscì e mi disse che Alex era andato via. ANDATO VIA? Io ero tipo… dove era andato?
Gli chiesi se almeno stava bene, e lui confermò, per poi chiudermi la porta in faccia. Non sapevo cosa stesse succedendo. Ho bussato ancora, ma il padre di Alex disse solo di andare via e di lasciarli soli.
Andai a casa per dirlo a mia madre, ma lei era andata via, così come mio padre e mia sorella. Son salita in camera mia e mi sono addormentata, sperando che svegliandomi poi tutto sarebbe tornato alla normalità.
E’ accaduto qualche anno fa, e da allora non ho ancora perdonato Alex per essersene andato senza dirmi nulla. Da quel momento tutta la mia vita iniziò a far schifo. Non riuscivo a parlare con nessuno come facevo con lui, nessuno aveva le mie stesse idee. Io ed Alex potevamo parlare di tutto, per ore.
Almeno, adesso ho voi con cui parlare. Mi state ascoltando?

14 Settembre
Ciao.
Non ricordo bene quanto è passato dal mio ultimo messaggio. Mi sembra sia passato un bel po’, ma può essere che l’orologio nella mia testa sia andato a farsi fottere. Forse devo cominciare a segnare i giorni sul calendario, come un naufrago su un’isola deserta.
Signore e signori, date un caloroso saluto a Elle, la regina del dramma!
Comunque, è successo qualcosa di inquietante oggi: sono scesa al Solar come sempre, ma era chiuso! Neanche un segno di Jeanine. Voglio tornarci adesso e vedere se c’è. Che diavolo pensa di mangiare la gente qua intorno?
15 Settembre

Ok, sto cominciando a spaventarmi. Ieri ho visto Jeanine, vagava sulla Main Street. Non andava da nessuna parte, ma stava ferma fuori dal suo locale. Andai a parlarle, ma era come se fossi invisibile. Lei mi fissava, io le chiesi se andava tutto bene. Mi chiese se avevo visto suo marito, e stava diventando inquietante, continuava a chiedermelo senza fermarsi.
Non sapevo che fare, sono corsa dall’altro lato della strada, facendo attenzione che lei non facesse cose stupide come buttarsi sotto a un camion o qualcosa del genere. Dopo circa un’ora entrò nel locale, chiuse la porta e sparì nel retro. La raggiunsi e bussai alla porta, ma non uscì fuori. Mi sembrò di sentire sbraitare qualcuno, ma finì alla svelta.
Andai via, verso casa mia, entrai in camera e mi chiusi dentro. Non sapevo dove fosse mia madre, quindi rimasi nella mia stanza per tutto il giorno. Mi spaventava anche l’idea di venire in biblioteca per scrivere queste cose, ma sapevo che vi avrebbe elettrizzati! L’ho fatto per voi.
Forse domani gli alieni atterreranno di fronte al Municipio, dandomi un passaggio. Lo dubito, anche perché sarebbe una liberazione.
16 Settembre

Pensavo a un modo per prendere il computer dalla biblioteca, e portarlo qui da me, per non lasciare casa ogni volta.
Sta diventando inquietante qua attorno. Oggi le strade erano deserte, e la nebbia non se n’è andata per tutta la giornata. Anche Mr. Rooney, che gestisce il turismo, è sempre in giro (non so perché, non abbiamo turisti da mesi). Ma è sparito, il suo piccolo stand era tutto chiuso.
Non so quanto sia sicuro per me venire qui ancora, ma ritenterò presto. Adesso voglio andare a cercare mia madre.

17 Settembre
Ciao.
Mia madre stamattina preparava la colazione. Sì, avete letto giusto, stava preparando la colazione: uova, pancetta, e tutto il resto! Era davvero entusiasta!
Ci siamo seduti a mangiare, come due maiali. Abbiamo parlato di un po’ di tutto, le ho menzionato Alex e quanto mi manca, lei capii, mancava anche a lei, e sperava che fosse qui con me per non sentirmi così sola.
Lei sapeva che la maggior parte dei miei amici s’è allontanata per il College, e molti altri abitanti hanno sgombrato.
Posso dire che era preoccupata per quello che stava succedendo, con tutti che chiudevano i negozi, ma lei mi disse di non agitarmi.
Le dissi che avevo paura di uscire, mi rispose di fare attenzione. Oggi mi ha accompagnato alla biblioteca, per assicurarmi che andasse tutto bene.
Credo che voglia sforzarsi di non essere preoccupata per il mio bene. Penso sia questo che fa di lei un genitore.

22 Settembre
Penso che mia madre rifiuti la realtà. E’ abbastanza ovvio che le persone non stanno solo lasciando la città. Spariscono. Nessuno sa cosa è successo loro.
Ricordate quando ho parlato di Jeanine che cercava suo marito? Oggi l’ho vista di nuovo, aveva un plico di volantini con la foto di suo marito sopra. Prima pensavo che l’avesse lasciata, per un’altra o roba del genere, ma lei non sa proprio dove lui sia! Non l’ha sentito né visto. Non è neanche fuggito via, la sua macchina è ancora qui.
Sto davvero male per lei, ho quindi preso un pacchetto di volantini e affissi per lei. Forse dovremmo iniziare a farne di più.

27 Settembre
Mia madre m’ha vista appendere sempre più volantini oggi. Stava andando verso il suo ufficio, ma prese un pacchetto di volantini, dicendomi che ne avrebbe affissi un po’ vicino a dove lavora.
Qualcun altro, che non conosco, si fermò e prese i propri. Clint, che di solito lavora in biblioteca, arrivò e ne stampò altri per altre persone.
Ho capito che la cosa si stava facendo troppo grande, quindi andammo alla Stazione dello Sceriffo. Il Vice era lì da solo. Per essere uno che dovrebbe proteggere la città, lui voleva che ce ne andassimo tutti. Gli mostrammo tutti i volantini, disse che ci avrebbe pensato lui. Certo.
La nebbia che risale dal lago, stamattina, ha reso questo posto davvero cupo, quindi Clint mi accompagnò alla biblioteca. Sto facendo di tutto per postare queste cose in questo diario, nel caso succedesse qualcosa di brutto.

29 Settembre
Clint oggi è stato con me, mentre stampavamo sempre più volantini. Li abbiamo lasciati al nostro Vice Sceriffo preferito, che sembrava davvero scocciato da quante volte siamo entrati nel suo ufficio settimana scorsa. Cosa diavolo pensa che dovremmo fare? Cosa diavolo sta facendo LUI? Chiamerei il 911 se non ci fosse lui dall’altra parte del telefono. Potrei però chiamare l’Esercito, ma cosa andrei a dirgli?
Mi servirebbe Alex adesso. A volte capita che vado facilmente in panico, e Alex è una delle persone più calme che conosco. Voglio smettere di pensare che possa essere sparito, non riuscirei a sopportare l’idea di qualcun altro nella mia vita che se ne va via.

5 Ottobre
Clint è sparito.
Non è arrivato in biblioteca stamattina. Sono andata a casa sua, la porta non era chiusa. Non volevo entrare, ma dovevo farlo. Nessun segno della sua presenza, tutto sembrava immacolato. Ho bussato ad altre porte, ma non ho trovato nessun aiuto. Magari ha fatto i bagagli e se n’è andato via. Pensavo, magari anche noi dovremmo andare via da qui.
Corsi a casa, mia madre era lì. Le ho raccontato di Clint, dicendo che dovremmo andarcene, tipo fuori città. Lei rispose che questa era casa nostra, dove saremmo potuti andare? Ne abbiamo discusso, ma non c’è stato modo di convincerla. Sarei partita da sola, ma non potevo lasciarla qui.
Tornai in biblioteca, magari Clint si era solo nascosto, ma non c’era.
So che il Vice Sceriffo è ancora qui. Domani ci vado, e stavolta sarà meglio che mi aiuti.

6 Ottobre
Ok, buone notizie. Il Vice Wheeler è più sveglio di quanto pensassi.
Sono andata alla Stazione oggi, abbiamo parlato per un bel po’. Alla fine, lui sapeva più cose di me, su quanto sta accadendo. Mi mostrò una pila di rapporti di persone scomparse, assicurò di fare il suo meglio a verificare questi rapporti uno ad uno. Come dice lui, tutta questa gente ha una cosa in comune – svaniscono all’improvviso e senza motivo.
Gli dissi che Clint era sparito, e l’abbiamo aggiunto alla lista. Wheeler mi raccomandò di non girare più per la città da sola, ma sapendo che l’avrei comunque fatto mi diede uno di quei walkie-talkie della polizia. E’ figo. Devo mettermi in contatto con lui ogni qualche ora, comunicando ogni stranezza.
Sfortunatamente, tutto qui intorno è strano! Sto andando a casa dei genitori di Alex, ad assicurarmi che sua madre stia bene.

7 Ottobre
Ho visto la signora Shepherd oggi. Penso di non averla più vista da quando Alex è sparito. Credo che non sia più uscita ultimamente, non c’era molto da mangiare, quindi andai al negozietto di alimentari. Chiusero almeno un anno fa, ma pensavo ci fosse ancora della roba in scatola all’interno.
So che rubare è sbagliato, ma questo è un caso particolare, siete con me? Mi sono intrufolata. Non ditelo a mia madre, non ho bisogno delle sue punizioni.
Dentro puzzava, ma trovai un bel po’ di roba buona. Peccato non averci pensato prima.
Presi più roba che potevo, e uscii da lì. Le ho portate qui in biblioteca, così so che saranno sempre qui.

8 Ottobre
Ho detto alla madre di Alex che sarei andata a trovarla almeno una volta a settimana, nel pomeriggio. Lei annuì. Volevo chiederle di Alex e della situazione in generale, ma credo che tutto ciò che sta succedendo l’ha fatta un po’ andare via di testa. Non so neanche se le importa (o se lo sa) che sono lì, ma penso sia una buona cosa che mi fermi da lei, anche se per poco, per assicurarmi che stia bene.
Wheeler ed io passammo altri rapporti di gente scomparsa, ho scambiato quelli vecchi con altri nuovi sulla bacheca. Non so se qualcuno li legge, ma continuerò a farlo.
Wheeler ha qualche idea “interessante” circa quello che accade. M’ha detto che le ha postate online. Non quante di quelle idee sono plausibili, ma è materiale che vale la pena di leggere.
Per quanto riguarda me, cerco di star lontana dai pericoli. Mia madre sta nel suo ufficio il più delle volte, penso che anche lei abbia i suoi problemi.

9 Ottobre
Non sto più tornando a casa.
Stamane avrei giurato che c’era qualcuno in casa mia. Non sapevo dove, ma so di non essere impazzita. Mi son presa più roba possibile con me, e sono uscita. Ho lasciato un biglietto per mia madre, dicendole che l’avrei trovata.
Forse ne ho piena l’anima di tutto quanto. Dissi a Wheeler che avrei passato il resto di questo periodo in biblioteca, e che mi avrebbe trovata lì. Mi nascondo per un po’. Non credo di potermi fermare a casa Shepherd oggi, ho troppa paura di uscire. La nebbia sembra onnipresente ed è difficile vedere già a tre metri dalla mia faccia.

10 Ottobre
Son sgattaiolata dentro l’ufficio di mia madre, al Municipio, e l’ho trovata a smistare alcune pile di carte. Sembrava davvero concentrata, mi chiese di tornare a casa. E’ più che ovvio che ho paura, ma non voglio che pensi che io non riesco a sopportare tutto ciò che sta accadendo. Quindi ho fatto la spavalda, dicendole che sarei tornata stanotte.

11 Ottobre
Per una città che si muove a malapena, oggi ero indaffarata.
Per prima cosa mi son fermata all’ufficio di Wheeler, diventerà pazzo a forza di stare lì da solo con i suoi pensieri. Penso sia felice che io sia ancora lì viva e vegeta (anche se non so quanto questo possa durare).
Mi disse che di notte si siede sul tetto e vede cose strane. Dalla sua voce sembrava terrorizzato. Non m’ha detto cos’ha visto esattamente, parlava di animali che si muovevano nell’ombra. Fantastico. Che diavolo significa?
Gli ho preparato il pranzo, per poi stare un po’ con lui, ascoltando altre delle sue teorie. Ha un’idea assurda su come i cellulari possano restare connessi tra loro, e qualcuno possa ascoltare quello che dici. Ok…
Finalmente tornai a casa e vidi mia madre che stava uscendo, voleva andare a parlare con il Dott. Fitch. Penso che lui non stia molto bene, e lei è preoccupata. Le ho raccomandato di stare attenta, era già buio e le dissi di quegli animali che Wheeler aveva visto.
Lei mi rispose che sarebbe tornata presto… non credo abbia preso sul serio le parole di Wheeler.
Spero se la cavi.

12 Ottobre
Dopo essermi svegliata stamane, ho realizzato che non avevo sentito mia madre rincasare stanotte. Era ancora a casa del dottore. Da camera mia mi son fiondata in quella di mia madre, e lei era lì con mio padre, a quanto pare addormentati. Dopo tanto tempo, mi sentivo bene. Ma durò per quasi un minuto.
Quando guardai fuori, tutto quanto era ricoperto di nebbia. Non la tipica foschia mattutina… l’intera città era avvolta da una nuvola grigia e sporca.
Ho chiamato Wheeler via radio, lui mi ordinò di restare dentro casa oggi, di non andare alla Stazione.
“C’è qualcosa di davvero brutto là fuori” furono le sue esatte parole.
Ma come puoi vedere, non rimasi dentro. Ho girato nei dintorni, per trovare qualcuno che avesse bisogno del mio aiuto. Se Wheeler era così spaventato di cosa c’era qua fuori, allora qualcuno avrebbe avuto bisogno di un posto sicuro dove stare. Chiamavo, ma nessuno rispondeva.
Sono andata a controllare la bacheca, che tutti i volantini fossero al loro posto… non si sa mai.
Sulla via di ritorno alla biblioteca, sentivo ancora delle voci, come uscissero dalla nebbia. Corsi, corsi più veloce che potevo fino alla biblioteca. Chiusi la porta e la bloccai. Non son riuscita a vedere nessuno che mi seguiva, ma la nebbia è dannatamente fitta, potevano benissimo essere dietro di me e non me ne sarei accorta.
Chiunque avesse detto che la curiosità uccide il gatto, aveva ragione. Ma i gatti hanno nove vite, e io sono abbastanza sicura di averne solo una.

13 Ottobre
Ho dormito in biblioteca. Wheeler m’ha contattata presto stamane, sembrava disperato, si è barricato nella Stazione. L’unica persona in città che può aiutarmi, non idea di come raggiungerla. Mi chiese se avevo visto qualcuno, gli risposi che l’ultima fu mia madre, che stava andando all’ufficio del Dott. Fitch.
Non so cosa fare adesso. Stare qui? Almeno posso aggiornare su quello che sta accadendo, sperando che qualcuno legga.
Ma forse qualcuno là fuori ha bisogno del mio aiuto. L’altra notte ho sentito ogni tipo di strano rumore. Non lo so. Forse è tutto nella mia testa, mi sono addormentata da qualche parte e sto sognando tutto.
Perché non riesco a fare bei sogni?

15 Ottobre
Non so per quanto tempo ancora riuscirò a scrivere. Il computer era spento quando mi sono svegliata oggi (a forza di stare sempre qua, avrei voglia di farmi una doccia…). Mi inquietava pensare che si fosse rotto, ma s’è risolto dopo dieci minuti ad accenderlo e spegnerlo. Solo lo schermo è messo male. Ho anche provato a cambiare monitor, ma il problema è nel computer… sto scrivendo lentamente, per assicurarmi che le parole escano giuste.
Non credo che stare qui in biblioteca sia più sicuro. L’altra notte i rumori erano davvero forti, come se qualcosa tentasse di entrare. Oggi mentre controllavo che nessuno avesse irrotto, ho trovato qualcosa che m’ha spaventata a morte… gli occhiali di Clint erano piegati ordinatamente su uno dei tavoli. Ero SICURA che non c’erano prima. Non avevo idea di cosa diavolo significasse, ma non volevo rimanere più lì dentro.

A chiunque stia leggendo, se riuscite a raggiungere Shepherd’s Glen, io sono alla Stazione dello Sceriffo sulla Main street. Se non sono lì, l’unico uomo che può aiutarvi a trovarmi è il Vice Sceriffo Wheeler.
Se non trovate neanche lui, allora andatavene via da qui!

L'Apocalisse è Finita. Niente di più, niente di me. Ora Devo Bere un Rum Rosso. [cit.]
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Re: Diario di Elle [ITA]

Messaggioda Flauros » 14 ago 2013, 2:09

Abbastanza cripi, peccato per il resto :asd:
"L'unica cosa che gli esseri umani hanno in comune...è la morte."
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